Cucina e illuminazione 1

Il concetto di ambiente cucina varia in dipendenza delle persone, del tipo di cultura, gusti e livello sociale.

Nel tempo, la cucina ha subito diverse trasformazioni e nuove connotazioni. Da ambiente centrale, focolare della casa nella società contadina, luogo di riunione quotidiana della famiglia, è diventato a seconda dei casi: 1) un angolo attrezzato nel salone per cucinare velocemente pasti frugali; 2) un ambiente molto ricercato e costoso per mettere in mostra il proprio status sociale ed economico; 3) un ambiente di esaltazione delle supertecnologie anch’esso di costo molto elevato; 4) nel caso più “normale” e frequente, un ambiente a sé non grande, attrezzato in modo sufficientemente funzionale senza particolari ricercatezze estetiche e tecnologiche.

La cucina per gli esperti di Feng shui è sempre stata considerata il luogo più importante della casa. Nella lingua mandarina “ts’ai” significa “cibo” ma la sua fonetica indica anche la parola “ricchezza”; questo dà l’idea di come nella cultura cinese la preparazione e il consumo del cibo, sia considerato un vero e proprio rituale sacro che trasfonde energia. La corretta sistemazione di questo ambiente è fondamentale per l’influenza che esso determina sulla vita delle persone.  Dunque nella cucina, è più che mai necessario fare in modo che si stabilisca un equilibrio di yin e yang tra gli elementi energetici contrapposti più presenti che sono l’acqua e il fuoco.

Una cucina arieggiata e ben illuminata favorisce l’entrata e la circolazione del Ch’ì che si trasferirà in parte nella sostanza del cibo; una volta preparato e messo in tavola, con il suo contenuto di energia, il cibo sarà a sua volta assorbito nell’organismo di chi lo assume. Vi sono da elencare poi due altre forme di veicolazione del Ch’i, l’acqua e le “impressioni”. Quest’ultima categoria rappresenta forse una variante poco nota, ma è ben presente in altre antichissime culture. Le “impressioni” sono energie sottilissime che agiscono attraverso le percezioni sensoriali (visive, gustative, olfattive, tattili); è quello che comunemente chiamiamo “mangiare con gli occhi”, “deliziarsi di odori” e “gustare con il palato”. Ebbene queste impressioni al pari della sostanza materiale del cibo che veicola il Ch’i attraverso i processi di raffinazione (digestione, assimilazione e trasformazione in energia), portano una quantità non trascurabile di Ch’i già pronto per essere assorbito nei corpi eterici che avvolgono la massa corporea umana.

L’illuminazione in cucina suggerisce di dividere le luci per le due principali funzioni: preparare e cucinare il cibo e mangiare. Il piano cottura e la preparazione dei cibi hanno bisogno di luce diretta sul piano di lavoro, l’atto del mangiare (quando questo avvenga nello stesso ambiente) richiede una sospensione che illumini bene la tavola. L’errore più comune è quello di aumentare l’illuminazione generale della stanza (spesso proveniente da un unico punto luce alle spalle dell’utente), con il risultato di produrre delle ombre (energia yin) che danno la fastidiosa impressione di non vedere bene. Per illuminare i piani di lavoro si possono inserire delle luci in linea al di sotto dei pensili. Data la vicinanza delle sorgenti luminose, si possono utilizzare sia dei tubini fluorescenti a luce calda, sia faretti alogeni di contenuta potenza (20 Watt) o ancora luci a Led. L’angolo pranzo dovrebbe essere più separato possibile dall’angolo cottura per  compiere l’atto di mangiare senza distrazioni. In alcuni ambienti cucina, delle spallette di muro o degli archetti dividono lo spazio in una parte destinata a cucina e una parte a tinello; questa è una buona soluzione. Altre volte il tavolo da pranzo non è incluso nella cucina ma in una zona adiacente del soggiorno.

Quando queste soluzioni appena descritte non siano praticabili, si può ricreare una separazione virtuale tra blocco cucina e zona pranzo con una sospensione  poco al di sopra il tavolo che dia accento al rituale del pasto (la sospensione dovrebbe essere posta ad un’altezza di circa 150-160 cm. da terra). Ovviamente la luce della sospensione deve essere congegnata in modo di illuminare bene la tavola senza creare abbagliamenti fastidiosi.